Intelligenza Emotiva, Intelligenza Spirituale ed Intelligenza Ecologica: Nasce l’Italiano For Mother Earth®. Strumenti per l’Umanità e Formazione Trasversale Integrata

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  • Araceli de la Parra: Come nasce la fondazione e come si è sviluppato il metodo For Mother Earth®?

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Carmela Lo Presti: La Fondazione FOR MOTHER EARTH® in realtà non è ancora nata. Come puoi leggere sul sito www.intelligenzaemotiva.it “Io ho un sogno… Dare vita alla Fondazione FOR MOTHER EARTH® in Umbria… La FONDAZIONE è un obiettivo tra i più significativi del Macro Progetto FOR MOTHER EARTH®.  Lo considero sia il punto di arrivo di un lungo percorso iniziato tanti anni fa, quando dalla Sicilia mi sono trasferita in Umbria; sia il punto di partenza per una nuova fase dell’intero Progetto. I tempi per la sua costituzione si stanno avvicinando sempre più…” Salvaguardia ambientale, Economia etica, E-ducazione, Formazione, Istruzione, Cultura, Sviluppo sociale, Solidarietà tenute in rete dal filo dell’ integrata con l’ sono le parole chiave di questo Sogno, oggi ancora nella fase di bozza di progetto, rispetto alla Fondazione.

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Carmela Lo Presti: Quello che invece non è più un Sogno ma una realtà è il MACRO PROGETTO FOR MOTHER EARTH®: da una visione del mondo e una filosofia di vita strutturate, flessibili e in evoluzione, che hanno prodotto le mie esperienze di vita personale e professionale, sono nati sia il Modello educativo e di vita sia il Metodo, che, a partire dalla seconda metà degli anni settanta - momento in cui ho cominciato a sognare questo SOGNO -  ad oggi, sono stati sperimentati sul territorio, più o meno ampiamente a seconda degli ambiti. Nei miei curricula di settore trovi tutte le tappe di questa traduzione del Macro Progetto in realtà.

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  • Scuole di ogni ordine e grado, dai Nidi alle Scuole secondarie di secondo.
  • Formazione di Insegnanti, Educatori, Genitori.
  • Formazione di Liberi Professionisti e di Titolari di piccole aziende a conduzione familiare.
  • Crescita, Evoluzione personale e Spiritualità.
  • Specializzazione nel Metodo FOR MOTHER EART®.
  • Pubblicazioni.

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Le esperienze fatte in questi anni nei vari ambiti che costituiscono il Macro Progetto, hanno confermato la validità del Metodo ovunque, con le diverse categorie di utenti e con le diverse fasce di età. E’ stato proprio il suo consolidamento negli anni che mi ha consentito nel 2008 di aprire finalmente la Scuola di Specializzazione e di farne partire il  primo Corso triennale, per la trasmissione del Metodo ad altri e creare le condizioni per dare vita al Team FOR MOTHER EARTH®, fondamentale per i passi successivi del Macro Progetto. Per quanto riguarda il Metodo FOR MOTHER EARTH®, intanto va detto che professionalmente io nasco come Insegnante di lettere, con la passione per la ricerca riguardo:

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  • sia all’essere umano e agli strumenti per la sua evoluzione, per la sua autonomia/libertà;
  • che al suo rapporto con il Pianeta Terra .

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Ma il mio modo di essere insegnante era considerato scomodo e disturbante dal dirigente scolastico. Questa è  una, non la sola, della ragioni per cui ho lasciato la Scuola e mi sono reinventata una nuova collocazione in campo professionale, acquisendo nuove competenze attraverso la specializzazione in vari campi. Il patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze così acquisite (in particolar modo quelle relative alla Medicina Psicosomatica, alla Globalità dei linguaggi, alla Programmazione Neuro Linguistica e al Rapporto sacro con Madre Terra delle Tradizioni shamaniche dei Nativi d’America) sono state da me rielaborate, integrate sia tra di loro, che con la mia personale esperienza umana, arricchite e adattate, anche dal punto di vista didattico e pedagogico, attraverso l’intuizione creativa, la ricerca e l’esperienza professionale. Questo processo di studio-approfondimento-rielaborazione-integrazione-arricchimento-adattamento-trasformazione è una cosa che ha caratterizzato e continua a caratterizzare il mio modo di procedere umanamente e professionalmente. Il mio Metodo - attivo, con attività esperienziali ed esercitazioni pratiche - nasce dall’integrazione e dalla rielaborazione personale di Teorie, Metodi, Tecniche e approcci considerati da me all’avanguardia nel campo della formazione umana a tutto campo (Steiner, Montessori, Lodi, Rodari, Goleman, Bandler, Grinder, Dilts, Gardner, Seligman, Walsh, Chopra, Dispenza, Braden…per citare solo alcuni degli Autori e Ricercatori di riferimento).

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Il filo conduttore di questo Metodo è rappresentato dall’integrazione dell’ con l’ e di queste Intelligenze con gli strumenti della PNL (anche se gli strumenti non li ho acquisiti solo dalla Programmazione Neuro Linguistica), per “creare un mondo al quale le persone vogliano appartenere” e per “apportare cuore, visione, coinvolgimento, comprensione e amore” all’uso degli strumenti, per usare le parole di Robert Dilts. Dal 1988 ad oggi l’ho sperimentato attraverso la mia vita quotidiana - privata e professionale - e una costante attività educativa e formativa. Infatti per poter mettere in atto e utilizzare la teoria, le strategie e gli strumenti educativi, questo Metodo chiede congruenza tra la prassi educativa e la vita di ogni giorno dell’educatore stesso, tra le lezioni in aula e  il suo atteggiamento interiore, il suo stile di vita  e di relazioni: l’ non può essere riservata a una, due o più ore settimanali, come accade per una qualsiasi disciplina. E’ trasversale a tutte le discipline perché pervade, attraversa la vita tutta, riguardando la relazione con noi stessi e con gli altri.

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Carmela Lo Presti: FOR MOTHER EARTH® oggi è ancora soltanto Carmela Lo Presti. Come ti dicevo, il primo Corso di Specializzazione nel Metodo è partito soltanto lo scorso anno, ad Aprile, e si concluderà nel 2011. Da questo Corso verrà fuori il primo Team FOR MOTHER EARTH®. Ma va detto che non  avrei potuto verificare la validità del Metodo e sperimentare in tutte le sue parti il Macro Progetto senza le centinaia di esseri umani, le centinaia di bambini, le decine e decine di Educatori, Insegnanti e Genitori, che professionalmente e umanamente ho “incontrato” e allenato. Queste persone non sono FOR MOTHER EARTH®, ma hanno consentito al Macro Progetto FOR MOTHER EARTH® di manifestarsi e di essere oggi prossimo alla Fondazione, il cui primo passo sarà quello di dare vita, via via, a tutti i progetti sperimentati e messi a punto nel territorio in un’unica realtà comunitaria. Questo non significa che il rapporto con il territorio, nel territorio e per il territorio cessi, anzi. Il punto di forza della Fondazione FOR MOTHER EARTH® , infatti, è rappresentato dalla volontà di avere, come basilare, la propria  integrazione nel territorio (non solo Umbro) con il quale mantenere costanti e solidi rapporti e al quale offrire numerose opportunità di sviluppo: salvaguardia ambientale, economia etica, istruzione e cultura, sviluppo sociale, solidarietà.

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Carmela Lo Presti: Sinceramente, l’ultimo libro di Goleman, mi ha lasciata un po’ perplessa. Quando nel 2006, prima sul sito e poi nel mio libro L’ALFABETO DELLE EMOZIONI (edizioni la meridiana) ho pubblicato “La struttura dell’ nel modello FOR MOTHER EARTH®, una risorsa fondamentale per la salute intesa come sviluppo delle potenzialità umane e per l’evoluzione spirituale degli esseri umani”, scrivevo:  “Gli altri due aspetti sicuramente innovativi (nel Modello FME) sono:

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  1. L’aver incluso nell’ambito della consapevolezza sociale e come parte integrante di essa la CONSAPEVOLEZZA AMBIENTALE intesa come consapevolezza delle esigenze e degli interessi della Natura, facente parte insieme all’essere umano di un’ unica realtà “sociale” (dal latino socius = alleato). All’interno di questa macro competenza si colloca l’EMPATIA nei confronti delle diverse forme della Natura, degne di rispetto, di cura e attenzione e la COMPASSIONE, intesa come capacità di provare interesse amorevole e attivo non solo per gli esseri umani, ma anche per l’ambiente naturale.
  2. L’aver aggiunto, di conseguenza, alla macro competenza “abilità sociali e gestione delle relazioni interpersonali” la dicitura “e con le altre forme della Natura”, ampliando la VALORIZZAZIONE DELLA DIVERSITÀ alle forme di vita “diversa”, come gli animali e le piante, che offrono enormi opportunità di crescita, sviluppo e benessere all’essere umano.”

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Queste affermazioni che hanno valenza euristica e non scientifica (non ho gli strumenti né della ricerca psicologica e neppure di quella neuroscientifica) nascono dallo studio di culture diverse dalle nostre in relazione all’ambiente, come quella dei Nativi d’America, dalle riflessioni che questo studio mi ha stimolato e dall’esperienza di tanti anni di  “educazione ambientale scientifico-affettiva” nelle scuole. La saggezza di queste genti, così come quella del minuscolo villaggio himalayano di cui parla Goleman, non riesco a vederla come espressione di un’intelligenza ecologica, alla cui base, Goleman mi sembra ponga fondamentalmente la “trasparenza radicale” e le “informazioni accessibili ai consumatori”. I nostri “antichi” e “moderni” saggi “pellerossa” o tibetani o australiani o della foresta amazzonica, non avevano accesso a informazioni scientifiche e dettagliate come quelle a cui fa riferimento il nostro autore quando parla dell’”analisi del ciclo di vita” di diversi prodotti. Eppure costoro erano e sono (quelli che hanno potuto mantenere quel particolare rapporto con la Natura) in grado non solo di sopravvivere ma anche di “mettere in atto stili di vita tali da consentire la migliore interazione possibile” con i sistemi naturali circostanti. Quello che contraddistingueva e contraddistingue queste culture è il “sentirsi UNO” con madre Terra, sentirsi UNO con le creature viventi (animali, piante e il territorio stesso) che costituiscono la casa, il supporto e il nutrimento di uno dei figli della Terra stessa, l’uomo. Stiamo parlando di un sentire emotivo, stiamo parlando di una visione spirituale della realtà tutta, non di conoscenza scientifica. Nel 2004, nel libro “L’allenamento emotivo per i nostri bambini, nei nidi , a scuola, a casa, a partire dai 2 anni”- Edizioni Era Nuova, scrivevo: “l’Ambiente e la Natura possono essere rispettati e salvaguardati veramente, non tanto e non solo attraverso decreti legge o conoscenze scientifiche, ma soprattutto attraverso strategie che:

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  • Mettono in primo piano ciò che accomuna l’essere umano alle altre forme e manifestazioni della natura - in quanto espressione di una stessa Realtà - e non solo ciò che lo fa diverso.
  • Gli fanno conoscere da dentro, attraverso il “cuore”, le altre forme della Natura.
  • Fanno nascere in lui affetto, amicizia, amore per ogni espressione di vita.

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In questo modo la cura e il rispetto per Madre Terra non viene imposto da leggi esterne, ma proviene spontaneamente da dentro, da quella legge interiore che è connessa con il sentimento più potente che esiste – l’amore – e che proprio per questo è molto più efficace, rispettabile e duratura delle altre. L’Educazione ambientale, nelle mie proposte educative, ha così acquistato un significato più ampio e complesso e si è proposta le seguenti finalità:

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  1. educare a vedere “fratelli e sorelle” nelle diverse Forme della Natura e per questo motivo amarle;
  2. educare a proteggerle e a custodirle, in quanto, come esseri umani, siamo dotati di una coscienza che ci consente di diventare consapevoli e responsabili;
  3. educare a comunicare con esse attraverso la totalità del proprio essere e in modo profondo, imparando a conoscere e a sviluppare i sensi, quelli fisici e quelli “ interiori”;
  4. educare all’ascolto della Natura, “della sua voce”, con la totalità del proprio essere;
  5. educare a comprendere, non solo con la mente, ma anche con il corpo, il cuore, lo spirito, le lezioni e i messaggi simbolici che le diverse espressioni della Natura, gratuitamente, ci offrono per crescere e camminare sulla Madre Terra in armonia con l’Universo tutto;
  6. educare al valore della diversità intesa come la più grande delle risorse e come un’ immensa ricchezza,  sia all’interno della Natura, sia tra la Natura e gli esseri umani, sia tra gli esseri umani.

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Oggi, a distanza di anni e dopo la lettura dell’Intelligenza Ecologica di Goleman, confermo ancora la validità di quella mia impostazione. Per quanto siano valide e pienamente condivisibili

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  • le idee esposte da Goleman in questo suo ultimo lavoro,
  • il ruolo che egli assegna all’informazione e ai consumatori,
  • gli obiettivi di base indicati per una trasformazione della coscienza collettiva in senso ecologico (Conosci i tuoi impatti; Favorisci i miglioramenti; Condividi ciò che hai appreso),

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tenendo conto

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  • delle posizioni contrastanti e divergenti che egli stesso ha rilevato in campo economico rispetto alla responsabilità sociale e alla mission aziendale
  • e dell’osservazione di McCollum da lui citata, assolutamente condivisibile, che la Terra non ha bisogno di essere risanata, cioè resa nuovamente integra, mentre noi, invece, sì,

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dal mio punto di vista quello che occorre è puntare ancora e ancora e ancora sullo sviluppo dell’ che è anche sociale nel senso più ampio del termine. La consapevolezza ecologica che si sviluppa attraverso le informazioni e i dati scientifici relativi all’ambiente e all’interazione tra le diverse specie di viventi, senza , non produce i risultati attesi: mai come oggi l’essere umano ha avuto tanti dati, a disposizione  della propria mente razionale e mai come oggi è evidente la dimensione dell’ analfabetismo emotivo! Il risultato è davanti agli occhi di tutti.

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I dirigenti e i leader aziendali di domani, quelli che dovrebbero ripensare all’impresa, al prodotto e alle soluzioni, “in modo tale che si ottengano benefici che si rinforzino a vicenda”, cercando di passare “dal fare meno male al fare più bene” sono i giovanissimi di oggi, in larga maggioranza emotivamente analfabeti, anche se sicuramente più informati scientificamente rispetto ai temi ambientali in genere, dei nostri saggi “primitivi”, che, però, si  sono rivelati emotivamente e spiritualmente più intelligenti di loro.

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Nell’ultimo saggio di Goleman manca, secondo me, sia il collegamento con quanto calorosamente egli sostiene nelle sue precedenti pubblicazioni -  “Lavorare con ” e “Essere Leader”, “” e “Intelligenza Sociale” - sia con la questione educativa strettamente collegata ai temi trattati in questi ultimi due: manca  proprio il riferimento a questo compito urgentissimo e basilare che costituisce il nodo di tutti i nodi. Dal mio punto di vista, perché vi sia

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  1. una vera consapevolezza ecologica,
  2. la capacità di ripensarci integrati sul Pianeta Terra e l’integrarci in esso
  3. la capacità di ripensare “in verde” alle diverse attività economiche umane e l’ “in-verdirle”

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è indispensabile che l’essere umano sviluppi la sua e spirituale insieme, esattamente come lo è  per costruire la pace.

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Un’ultima precisazione. Ho parlato più volte di “”. Quando uso questi termini, faccio, in parte riferimento a quella nona intelligenza su cui Gardner sta ancora lavorando (almeno io non ho ancora letto nulla di definitivo su questa ricerca), nell’ambito della sua teoria delle Intelligenza Multiple. Al di là del fatto che Gardner approdi o meno all’annovero di questa “abilità” umana nel campo delle intelligenze, per Spiritualità, come espressione dell’, non intendo uno specifico “atteggiamento religioso”, ma un sentire e un agire oltre le religioni, che le attraversa senza entrarne nel merito e che accomuna gli esseri Umani attorno ad una Essenza Interiore Superiore di Amore/Luce/Saggezza/Intelligenza, propria ad ognuno di noi, che ci fa percepire come parte di un Tutto Sacro, da amare, rispettare, trasmettere alle generazioni future.

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Parte 2

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Carmela Lo Presti: La specificità che FOR MOTHER EARTH® porta e che rappresenta una novità nell’ambito di progetti eco-compatibili ed eco-sostenibili è rappresentata dal CONIUGARE:

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  • il Rispetto ambientale (coltivazioni biologiche e biodinamiche, architettura ed edilizia  ecologiche, salvaguardia del paesaggio..) che è comune a tutti gli Eco-Villaggi, pur nella loro specificità;
  • con lo Sviluppo dell’Intelligenza Emotiva, dell’Intelligenza Spirituale e delle Life Skills secondo il Metodo FOR MOTHER EARTH® - con particolare attenzione alla Consapevolezza di sé - nelle relazioni umane sia all’interno dell’EcoVillaggio-Cohousing, sia all’esterno con il territorio;
  • con la Promozione della Salute;
  • e con il radicamento nel territorio, attraverso eccellenti rapporti – costanti e collaborativi – sia con i privati che con le Istituzioni Pubbliche – Scuole, Comuni, Regione, Provincia, ecc. – e private.

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L’obiettivo primario è quello di realizzare un Modello di comunità, capace di vivere con Intelligenza Emotiva e Spirituale integrate. Queste Intelligenze, nella visione di FOR MOTHER EARTH®, infatti, permettono:

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  • [ 1 ] - Di  focalizzarsi su Valori quali:
  • La Consapevolezza di sé
  • Il Rispetto di sé e degli altri
  • Il Rispetto dell’ambiente
  • L’Empatia e la Compassione
  • La Solidarietà e la Cooperazione
  • L’Abbondanza e il Benessere individuale e collettivo
  • La Celebrazione della Vita con gioia
  • La “Bellezza” e l’Armonia nel vivere: nel pensare, nel parlare, nell’agire;
  • [ 2 ] - Sviluppare le relative Capacità perché questi Valori diventino realtà manifesta.

Carmela Lo Presti: Lo sviluppo di queste capacità, sorrette dai corrispettivi VALORI, ha come effetto un’eccellente qualità della vita individuale e di gruppo e un generale benessere psicofisico, sociale  e spirituale. “Le scuole migliori, come le buone famiglie, sono luoghi felici. In questi luoghi, gli adulti considerano la felicità come uno dei fini dell’educazione. Sanno che la felicità è sia un fine che un mezzo. I bambini felici accoglieranno le opportunità educative con gioia e curiosità, e contribuiranno alla felicità degli altri. Se gli studenti sono felici, sono felici anche gli insegnanti. Ci dimentichiamo troppo spesso di questo. In ultima analisi, persone fondamentalmente felici che hanno una coscienza sociale contribuiscono a creare un mondo migliore.” N. Noddings – EDUCAZIONE E FELICITÀ. UN RAPPORTO POSSIBILE, ANZI NECESSARIO – Erikson

 

E poi è proprio grazie a relazioni emotivamente e spiritualmente intelligenti che sono possibili rapporti collaborativi con il territorio esterno, per promuovere una crescita e un benessere diffusi, ed una reale integrazione, in rete con il mondo, per contribuire a migliorare la qualità della vita sul nostro Pianeta. Invece, guardandoci attorno osserviamo che talvolta anche coloro che scelgono di vivere in una comunità fondata sul rispetto ambientale, all’interno del proprio stesso gruppo

 

  • hanno grosse difficoltà a stabilire e mantenere nel tempo tra loro rapporti ecologici e sani:
  • mancano di una ben sviluppata intelligenza emotiva integrata con quella spirituale,
  • mancano della consapevolezza di sé nel mondo, necessaria: per garantire una vera salvaguardia ambientale, non moda o voglia passeggera ; per avviare un processo di “bonifica interiore”, di “ecologia interiore”, che consenta di creare e mantenere un AMBIENTE UMANO ECO-COMPATIBILE con l’ambiente naturale.

 

E altrettante difficoltà si manifestano nella relazione con il mondo esterno, giungendo spesso a creare,


 

  • nel migliore dei casi, un’ “isola felice” aperta ad altri navigatori in fuga dal mondo;
  • nel peggiore, un gruppo chiuso, che spesso approda al settarismo.

 

Voglio precisare che, allo stato attuale delle cose, queste mie posizioni sono soltanto dei concetti teorici, filosofici se vogliamo, dal momento che questa parte del Macro Progetto FOR MOTHER EARTH® dipende dalla costituzione della Fondazione che non è ancora avvenuta. Ma sono queste le basi su cui intendo costruire la Fondazione.

 

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Carmela Lo Presti: In ambito psicologico le emozioni vengono definite come reazioni a stimoli esterni. Ora mentre le reazioni ad eventi che mettono in pericolo la nostra vita, sono, per fortuna, non controllabili, dandoci così l’opportunità di sopravvivere, nell’ambito delle relazioni umane, quando siamo di fronte ad eventi non legati alla sopravvivenza, non siamo costretti a re-agire automaticamente, ma abbiamo la possibilità di scegliere cosa provare e cosa agire. La nostra vita allora viene guidata dalla libertà di CHI SCEGLIAMO DI ESSERE IN OGNI SITUAZIONE e non dipende più dagli altri, come avviene invece quando entriamo nella dinamica “botta e risposta” con l’altro, considerato colpevole del nostro stato e del nostro comportamento. La questione della rabbia e della frustrazione, come quella delle emozioni in genere, sia“distruttive” che costruttive, è legata:

 

  • Alla nostra comunicazione (non solo verbale), sia intrapersonale che interpersonale (Cosa mi racconto su di me e sugli altri? E dunque, cosa mi aspetto da me stesso e dagli altri? Quanto spazio c’è in me per la flessibilità, verso me stesso e verso gli altri? … Ti ricordo che per flessibilità si intende la capacità di superare l’intransigenza e la rigidità comportamentale personale per raggiungere un dato obiettivo, nel rispetto dei propri valori, trovando le giuste strategie);
  • Alla nostra identità (Chi scelgo di essere ed esprimere in quella data circostanza? Chi scelgo di essere nel mondo? Qual è il senso della mia vita? Qual è la mia mission? …);
  • Ai nostri obiettivi (Cosa voglio? Mi è chiaro? Quali passi ho da fare per trasformare il mio desiderio in un progetto che diventi realtà? Come farò a sapere che ho raggiunto il mio obiettivo, senza ombra di dubbio? Entro quanto tempo voglio raggiungerlo? Ci credo veramente in questo obiettivo? Cosa succede se non lo raggiungo? E se lo raggiungo? …);
  • Al ruolo che assegniamo agli altri (Chi sono gli altri per me? E se gli altri fossero un mio specchio, nel bene e nel male? E se attraverso quelli che incontro io potessi vedere tutto quello che condanno senza prova d’appello? Divido il mondo in buoni e cattivi? Stanno proprio così le cose?…);
  • All’idea del “chi genera cosa” (Chi sta creando la rabbia e la frustrazione? È colpa degli altri/delle situazioni o è responsabilità mia? … Ti ricordo che tutto quello che si muove a livello emotivo dentro di noi è esclusivamente responsabilità personale e nasce dal significato  - uno tra i tanti possibili – che stiamo dando a quel dato evento);
  • Alla nostra focalizzazione (Dov’è il mio focus? Sul “mezzo pieno” o sul “mezzo vuoto”? Sui danni ambientali o su quanto di buono comunque si sta facendo? Sull’ignoranza o su quanto è comunque cresciuta la consapevolezza di sé e la consapevolezza ecologica? …). Di fatto nel mondo troviamo ombra e luce: non si tratta di far finta che non ci siano ombre, ma di riconoscere la luce ed ampliarla, estenderla, intensificarla – per restare nella metafora – in modo da costruire quello in cui crediamo, piuttosto che condannare e giudicare quello che non ci piace. Si tratta di muoversi nella direzione “per”, piuttosto che nella direzione “contro”: per la pace, non contro la guerra, per un mondo sostenibile, non contro un mondo di sprechi.

 

Quando ci poniamo di fronte ad un cambiamento di stile di vita, dal consumismo alla sostenibilità, ad esempio (ma non solo in questo caso) se non ti fai almeno quelle domande e non ti dai delle risposte chiare, se non ti assumi la responsabilità di quello che stai creando intorno a te pensando, parlando e agendo così come stai facendo, ti ritroverai presto nel ruolo di “vittima” arrabbiata e frustrata, impotente dinanzi al potere altrui. Se fossimo ad uno dei miei Corsi ti avrei fatto fare immediatamente esperienza di cosa significhi quanto ti ho appena detto in merito alla rabbia e alla frustrazione e sapresti per esperienza diretta come uscire da questo circolo vizioso delle emozioni distruttive per entrare nel circolo virtuoso delle emozioni costruttive, avendo con te degli strumenti efficaci, da utilizzare all’occorrenza.

 

Nel percorso dall’ignoranza  alla consapevolezza della sostenibilità, l’essere umano deve raggiungere una tappa intermedia obbligata: quella della consapevolezza di sé – la prima fondamentale tappa nello sviluppo dell’intelligenza emotiva – che porta, come tappa successiva,  alla gestione delle proprie emozioni e alla propria ri-definizione: ‘Chi scelgo di essere, in funzione del mondo sostenibile che voglio costruire?’. Solo dopo aver risposto a questa domanda che riguarda la nostra identità nel mondo e la nostra mission, possiamo declinare in modo congruente  i nostri valori, i nostri pensieri, le nostre capacità e stati emotivi, i nostri comportamenti nel nostro ambiente.

 

Nel Progetto FOR MOTHER EARTH®, obiettivo dello Sviluppo dell’Intelligenza Emotiva negli esseri umani non è soltanto il promuovere cambiamenti positivi nella società, ma è anche il promuovere l’evoluzione a tutto tondo dell’essere umano, compresa la sua evoluzione spirituale, che in Goleman, spesso rimane sottointesa, nonostante la sua adesione al buddismo. “Individui evoluti non possono che dare vita ad una società evoluta e creare un mondo al quale le persone vogliono appartenere: e questo è proprio quello che FOR MOTHER EARTH® vuole.”.

 

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  • Araceli de la Parra: In cosa consistono le vostre attivita e come sono accolte in Italia? E’ auspicabile l’inserimento di un programma di educazione su intelligenza emotiva nelle strutture pubbliche? Avete un piano per entrare nel settore pubblico?

 

Carmela Lo Presti: Dal momento che i primi professionisti esperti nel Metodo usciranno dalla Scuola di Specializzazione di base solo nel 2011, in questo momento posso solo parlare della mia attività, che si svolge prevalentemente in Umbria, con interventi anche fuori regione. Infatti l’acquisizione del Metodo, al livello di base, prevede 3 anni, non può essere improvvisata o avvenire con qualche fine settimana in full-time: è indispensabile che l’esperto o l’allenatore FOR MOTHER EARTH® abbia imparato a vivere quello che promuoverà  e insegnerà, dal momento che fulcro centrale del Metodo è lo sviluppo delle Intelligenze emotiva e spirituale. Goleman su questo è chiarissimo.

 

“La competenza emotiva non può essere migliorata nell’arco di una notte, dal momento che il cervello emotivo impiega settimane o mesi – e non ore o giorni – a cambiare le proprie abitudini. Il vecchio modello di sviluppo dà tacitamente per scontato che il cambiamento abbia luogo in modo immediato e teatrale: si mandano i dipendenti a un seminario di un paio di giorni e voilà, te li trovi trasformati. Come conseguenza di questo assunto erroneo, gli individui sono sottoposti a brevi training che producono scarsi effetti duraturi – e poi probabilmente, se i miglioramenti attesi non si materializzeranno, finiranno per dare la colpa a se stessi (o a essere incolpati dai supervisori) attribuendosi una certa mancanza di volontà o determinazione. Un seminario o un corso rappresentano un punto di partenza, ma non sono sufficienti di per se stessi. Le persone apprendono una nuova capacità più efficacemente se hanno ripetute opportunità di esercitarla nell’arco di un lungo periodo di tempo, invece di dover concentrare la stessa quantità di esercizio in un’unica seduta intensiva … Un altro errore è quello di passare troppo tempo limitandosi a parlare della competenza, senza dedicarne abbastanza a esercitarla realmente in una situazione controllata… Raggiungere il punto in cui una nuova abitudine sostituisce quella vecchia richiede moltissimo esercizio… Studi clinici sulla modificazione del comportamento hanno riscontrato che quanto più a lungo le persone lavorano al cambiamento, tanto più durevole esso sarà… Un programma efficace incoraggerà l’individuo a esercitarsi anche nel tempo libero… Soprattutto quando si tratta di competenza emotiva, tutta la vita può essere teatro del cambiamento; in questo caso, la vita stessa è l’aula scolastica.” (Daniel Goleman – LAVORARE CON – BUR.)

 

Tornando alla tua domanda, le attività FOR MOTHER EARTH® riguardano:

 

  • Gli fanno conoscere da dentro, attraverso il “cuore”, le altre forme della Natura.
  • La formazione di varie categorie professionali: Insegnati di Scuola, Educatori di Nidi, Operatori di cooperative sociali, Mediatori culturali, Titolari di piccole aziende a conduzione familiare, Liberi Professionisti, Genitori…
  • L’allenamento emotivo in classe, con particolare riferimento al tema più ampio della consapevolezza di sé, finalizzato alle relazioni e all’apprendimento, per gli allievi, a partire dalla scuola dell’infanzia fino a quelli della Scuola Secondaria di secondo grado.
  • La specializzazione nel Metodo

 

Le tematiche proposte variano a secondo delle categorie e delle fasce di età:

 

  1. Nella Scuole, per i bambini si va da  laboratori di alfabetizzazione emotiva a percorsi strutturati  di sviluppo dell’intelligenza emotiva attraverso la globalità dei linguaggi; per gli adolescenti preferisco proporre soltanto laboratori di consapevolezza emotiva (i percorsi strutturati richiedono all’intera classe di mettersi in discussione per diversi incontri, cosa che raramente ho trovato). Da diversi anni però, per mancanza di tempo, ho dovuto sospendere questa attività nelle classi, per focalizzarmi di più sulla formazione degli Insegnanti, degli Educatori, dei Genitori e dei Professionisti, anche con finanziamenti della Comunità Europea, attraverso la Formazione promossa dalla Provincia di Perugia e dalla regione Umbra. La bella novità è che da quest’anno, i laboratori di alfabetizzatone emotiva For Mother Earh®  sono nuovamente entrati nella scuola dell’infanzia e primaria attraverso l’attività di tirocinio delle Specializzande nel Metodo.
  2. Ai piccolissimi dei Nidi, arrivo attraverso la formazione degli Educatori:
  • Nel Comune di Marsciano (PG) seguo dall’anno scolastico 1993/ 1994 i Nidi del territorio, sia per quanto riguarda la formazione/aggiornamento, sia per la supervisione didattica della loro attività educativa. Dal 2002 ad oggi, ininterrottamente l’attività formativa ha riguardato lo sviluppo dell’intelligenza emotiva degli educatori in funzione dell’allenamento emotivo dei bambini. In particolar modo quest’anno la formazione riguarda “Il Teatro-Gioco© attraverso la globalità dei linguaggi, per lo sviluppo delle intelligenze percettive, emotiva e multiple nei bambini del Nido”. Quanto appreso verrà messo in atto nei diversi Nidi dal prossimo anno 2009/1010.
  • Nel Comune di Amelia (TR), seguo la formazione del Nido comunale dal 2005, sempre sui temi dello sviluppo dell’intelligenza emotiva negli educatori in funzione dello sviluppo nei piccolissimi. Quest’anno concludiamo un percorso iniziato lo scorso anno su “Educatori ottimisti per educare all’ottimismo”. Nel 2007/2008 ho anche curato la formazione delle Educatrici dei Nidi di Narni, un altro Comune della Provincia di Terni.

 

Effettivamente c’è interesse a vari livelli e in diverse aree del territorio italiano per le attività che da diversi anni presento sul sito. Dal 2005, molte delle proposte andate in porto felicemente sono venute proprio grazie alla visibilità che mi dà il sito, senza dover più investire molto lavoro nella promozione della mia attività. E avere più tempo libero per la sistematizzazione dei risultati, per scrivere i Manuali dei miei Corsi, per crescere professionalmente è  per me fondamentale. Più volte ho dovuto anche rispondere negativamente ad offerte di lavoro fuori regione, come ad esempio in Scuole di  Milano, del Piemonte e del Veneto, perché le distanze imponevano, per una questione di ottimizzazione delle risorse (docente, tempo e danaro), di svolgere l’attività in full-time, mentre la Scuola , pur non avendo fondi sufficienti per coprire continui spostamenti e pernottamenti, non era disponibile a modificare i suoi orari interni. Se ci fossero stati professionisti specializzati nel Metodo, residenti vicino alle zone interessate, le attività richieste avrebbero potuto svolgersi senza difficoltà.

 

Oppure c’è stata e c’è tutt’ora la richiesta di tanti singoli, genitori o professionisti, interessati alla formazione o alla specializzazione, delle zone più disparate e lontane tra loro, che però o non hanno il tempo o non hanno la capacità di organizzare nella loro città un gruppo in modo che il Corso da loro richiesto possa svolgersi (io sicuramente non posso occuparmi anche dell’organizzazione dei Corsi fuori dall’Umbria). Talvolta invece questo accade, come è accaduto lo scorso anno a Matera, dove il prossimo luglio concludo un percorso di 5 Moduli per un gruppo di Genitori.

 

Rispetto alla tua domanda “E auspicabile l’inserimento di un programma di educazione su intelligenza emotiva nelle strutture pubbliche?” Intanto ti dico che da quando sono uscita dalla Scuola come Insegnante di Lettere, per rientrarvi come Consulente e Allenatrice, per scelta “politica” ho sempre privilegiato le esperienze nella Scuola Pubblica: è lì che ho sperimentato e messo a punto per anni il Metodo, con tutte le fasce di età di bambini e adolescenti. Il punto è che non si tratta di istituire una “cattedra” di Intelligenza Emotiva o considerare l’Intelligenza Emotiva come una delle tante discipline curriculari di un percorso educativo e formativo. Così come ti dicevo prima, l’Intelligenza Emotiva è una Life skills, un’abilità di vita, che attraversa tutta la vita, che si acquisisce vivendo, che ha la potenzialità di continuare a svilupparsi per tutta la vita, se stimolata, nutrita, educata: non c’è da mandare a memoria nulla, non si può essere interrogati sull’Intelligenza Emotiva, o studiarla da pagina x a pagina y… e poi avere un voto.

 

Si tratta di formare una nuova classe di insegnanti e di educatori emotivamente intelligenti, attraverso un Metodo (teoria, strategie e strumenti), da acquisire sperimentandolo sulla propria pelle, mettendosi in gioco e in cambiamento, ridefinendosi prima di tutto come esseri umani e poi come professionisti, perché solo così si può educare Intelligenza Emotiva degli altri,  bambini, adolescenti o adulti che siano.

 

Immagina per un momento questa situazione, la più probabile:

 

  • l’Allenatore Emotivo arriva nella scuola che ha inserito l’ nel curricolo dell’allievo;
  • svolge il suo programma nelle ore assegnatigli;
  • sicuramente svolgerà bene il suo lavoro perché è persona preparata e coltiva la sua ;
  • uscito dalla classe, i bambini continuano a lavorare con un altro insegnante: quello/quella di storia o di  matematica o di italiano o di una qualsiasi altra disciplina;
  • e questo  insegnante, invece, come una grandissima fetta di esseri umani, è emotivamente analfabeta (non tutti gli insegnanti sono analfabeti emotivamente);
  • i bambini poi tornano a casa e a casa trovano genitori emotivamente analfabeti (non tutti i genitori sono analfabeti emotivamente).

 

Domanda: cosa sarà rimasto ai bambini della “lezione” dell’esperto emotivamente intelligente, che va a sviluppare la loro intelligenza emotiva qualche ora la settimana ? Ti cito nuovamente Goleman: “Un seminario o un corso rappresentano un punto di partenza, ma non sono sufficienti di per se stessi. Le persone apprendono una nuova capacità più efficacemente se hanno ripetute opportunità di esercitarla nell’arco di un lungo periodo di tempo, invece di dover concentrare la stessa quantità di esercizio in un’unica seduta intensiva … Un altro errore è quello di passare troppo tempo limitandosi a parlare della competenza, senza dedicarne abbastanza a esercitarla realmente in una situazione controllata… Soprattutto quando si tratta di competenza emotiva, tutta la vita può essere teatro del cambiamento; in questo caso, la vita stessa è l’aula scolastica.” (Daniel Goleman – LAVORARE CON – BUR.)”

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Carmela Lo Presti: Sì, tanti:

  • Trasformare la mia attività di scrittrice, da piacevole attività per quando ho tempo ad aspetto integrante della mia piacevole attività professionale, in modo da rendere  disponibili anche per il grande pubblico: i numerosi Quaderni per la Formazione FOR MOTHER EARTH® , attualmente utilizzabili solo da coloro che seguono i miei Corsi e che contengono numerose strategie PNL originali e integrate con una visione della vita, di sé e dell’altro emotivamente e spiritualmente intelligente; i tanti altri strumenti e strategie per l’alfabettizzazione emotiva e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei bambini, non ancora pubblicati.
  • Lavorare in una Scuola – preferibilmente pubblica, ma in mancanza anche privata – per almeno 10 anni in modo da potere sperimentare, documentare e monitorare  gli effetti della continuità del Metodo FOR MOTHER EARTH® dal Nido alla Scuola primaria, senza interruzione, sia riqualificando il personale, sia supervisionando e supportando l’attività educativa degli insegnanti riqualificati, in modo che il Metodo venga applicato in modo corretto, così da avere dati significati e validi da far conoscere ai genitori e  agli “addetti ai lavori”. Questa esperienza è iniziata lo scorso anno presso l’VIII Circolo didattico di Perugia che ha deliberato la formazione di un nucleo motivato di 18 Insegnanti. Dopo una prima formazione di base che consentirà a questi insegnanti di mettere in atto nelle proprie classi percorsi educativi di alfabetizzazione emotiva integrati con i programmi curriculari, dovrà seguire una seconda fase formativa per far sì che questi docenti possano a loro volta trasferire la formazione di base ciascuno a circa 4 Colleghi, in modo che entro quattro anni, tutti gli Insegnanti del Circolo (una novantina in tutto) possano avere una formazione di base per fare scuola con un livello di intelligenza emotivapiù sviluppato, ed educare l’intelligenza emotiva dei bambini, almeno al livello di alfabetizzazione. Purtroppo per gli impegni richiesti alle Scuole dalle nuove disposizioni ministeriali, per i tagli economici fatti, dopo il primo Modulo concluso lo scorso anno, ci siamo dovuti fermare. Speriamo di riprendere il percorso il prossimo Ottobre: adesso si tratta di reperire i fondi.
  • Mettere in azione il Team FOR MOTHER EARTH®, non appena ci saranno I primi Allenatori FME®.
  • Raccogliere il capitale necessario per dare vita alla Fondazione.
  • Avviare una seconda edizione del Corso triennale di specializzazione di base nel Metodo

 

Questi sono i Progetti più prossimi. L’ordine nella loro realizzazione non è necessariamente quella che ti ho indicato: ancora una volta saranno “i messaggi” provenienti dal mio mondo interiore e da quello esterno a orientarmi, che mi indicheranno cosa è arrivato a maturazione per essere manifesto. La lettura serena di ciò che è percepibile dentro e fuori di me, nell’ottica di essere UNO con l’esistente, di far parte di una rete intelligente e saggia in evoluzione mi ha consentito di fare un passo dopo l’altro fin qua, dentro e non fuori o contro questo mondo nel quale vivo. Sono profondamente certa che questa mia intelligenza “spiritualemotiva”, che coltivo, nutro e sviluppo costantemente, mi consentirà di realizzare pienamente quel Sogno che considero non solo mio, ma collettivo e a goderne appieno, a lungo, insieme a tanti altri. Risentiamoci tra qualche anno per un aggiornamento… Grazie per l’opportunità che mi hai dato.

 

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